Nel lontano 27 febbraio 1942 entrava in vigore la legge 1570 che istituiva il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco unificando, così, in un solo organismo nazionale i vari corpi provinciali di pompieri che fino ad allora avevano operato, anche se in modo egregio, con modalità e materiali diversi l’uno dall’altro e, soprattutto in condizioni economiche diverse tra comune e comune.

L’unificazione di materiali e procedure nonché la parificazione economica tra i diversi comandi indipendentemente dalla loro collocazione sul territorio italiano hanno certamente significato un grandissimo passo in avanti sia dal punto di vista tecnico che umano.

Il Ministero dell’Interno ha quindi ritenuto che fosse giusto istituire per il 27 febbraio di ogni anno la festività celebrativa dell’istituzione del Corpo Nazionale VVF e, a tal fine, ha emanato in data 27 febbraio 2025 un apposito Decreto.

Con l’istituzione di questa festività, i Vigili del Fuoco italiani, abituati da sempre a celebrare come festa del Corpo il 4 dicembre, ricorrenza di S. Barbara, potrebbero rimanere un po’ perplessi nel vedersi proporre una seconda data come festa nazionale ufficiale e vorranno comprendere le caratteristiche peculiari delle due festività.       

Cercheremo, qui di seguito, di fare un po’ di chiarezza sul significato e sullo svolgimento delle due festività evidenziando le loro diverse caratteristiche che giustificano la convivenza di entrambe.

La festa commemorativa dell’istituzione del Corpo Nazionale VVF del 27 febbraio è una festa prettamente di tipo “civile” in memoria di un avvenimento che ha dato vita ad un Corpo che ha riscosso nel tempo grande stima ed apprezzamento per il suo operato.

Deve, quindi, ritenersi la festa “nazionale” del Corpo dei Vigili del Fuoco o, per dirla con parole più povere, la festa di “compleanno” del Corpo.

 

Pertanto, nel corso della festa verrà dato gran peso alle capacità tecniche ed operative del Corpo, ai risultati ottenuti e alle prospettive future di miglioramento.

Quindi, nel corso della giornata della festività saranno tenute, alla presenza delle maggiori autorità, cerimonie illustrative delle attività sostenute nel corso dell’anno passato, eventuali manovre addestrative, iniziative culturali nonché la consegna di benemerenze al personale in servizio o in quiescenza.

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Inoltre potrebbero essere organizzate iniziative di contatto con la cittadinanza per dare informazioni sulla sicurezza, dare rilievo alle tecnologie in dotazione e alla professionalità degli operatori valorizzando, quindi, l’impegno del Corpo a tutela della collettività.

Quindi, come detto all’inizio, una festività esclusivamente di tipo “civile” dedicata del tutto alle caratteristiche tecniche ed operative del Corpo a testimonianza del suo lavoro e dei suoi progressi.

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Vediamo ora quali caratteristiche presenta la festività di Santa Barbara.

Con l’istituzione della festività esclusivamente civile del 27 febbraio, la festa di Santa Barbara del 4 dicembre assumerà una connotazione prettamente più intima e umana in quanto tendente a onorare la Santa Patrona affinchè continui a proteggere il Corpo, aiuti a mantener saldi i sentimenti di amicizia e di spirito di corpo che uniscono i Vigili del Fuoco e contribuisca a mantener vivo il ricordo dei vigili che hanno lasciato questo mondo terreno.

 

Pertanto sarà prevista la santa Messa in caserma o in una chiesa della città, possibilmente celebrata dal Vescovo, e ad essa saranno invitate, come si fa attualmente, le maggiori autorità. Ovviamente non mancherà, al termine della messa, la lettura della preghiera a S. Barbara e alcune parole di saluto e ringraziamento agli intervenuti da parte del Comandante.

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.La giornata potrà concludersi, come di solito avviene ora, con un momento conviviale (il cosiddetto “pranzo di corpo”) in caserma con la condivisione di valori tra personale in servizio e in quiescenza.

Per concludere, la festa di Santa Barbara dovrà ritenersi come festa di tipo “religioso” assimilandosi all’incirca alla festa del Santo patrono in un paese o città.

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 Abbiamo cercato di riportare piuttosto sinteticamente ma in modo abbastanza chiaro le caratteristiche di entrambe le festività, una prettamente “civile” e l’altra di carattere esclusivamente “religioso”. Nulla di strano, in quanto questo duplice tipo di festività è, comunque, una caratteristica, tipica anche di altre collettività (Carabinieri, Polizia, ecc).

Certamente qualcuno potrà rimanere un po’ disorientato nel veder cambiare certe consuetudini, qualcuno invece ne sarà soddisfatto, ma una cosa deve rimanere certa per tutti.

Che le festività siano una o due non può essere certamente un serio motivo di discussione o di accesi contrasti. L’importante, invece, è che esse tendano sempre, sia pur in modi diversi, a valorizzare e gratificare la grande opera che i Vigili del Fuoco, uniti nel Corpo Nazionale, portano avanti ogni giorno e ogni notte al servizio della comunità con grande spirito di sacrificio e spesso anche a scapito della loro incolumità.

25 febbraio 2026