L’organizzazione e le attrezzature del “Corpo dei Pompieri” di Spoleto

Per quanto riguarda l’organizzazione e le attrezzature del Corpo in merito al servizio d’intervento, possiamo descriverne alcune caratteristiche ricavandole da documenti originali dell’epoca riportati da Giuseppe Guerrini nella bella pubblicazione “Pompieri a Spoleto” edita nel 1988 in occasione della celebrazione del centenario della costituzione del Corpo. Pertanto trascriveremo di seguito alcuni passi di tali documenti da cui potremo ricavare come lavoravano i pompieri spoletini dell’epoca.

Una prima notizia riguardo l’organizzazione possiamo già reperirla nella delibera di costituzione del Corpo del 7 luglio 1888 dove agli Artt.13 e 14 viene testualmente detto:

…Sviluppatosi un incendio dovrà darsi l’avviso nel magazzino delle macchine presso il quale avranno l’abitazione uno o più Pompieri da prescegliere dalla Giunta Municipale ed ove sarà posto lo stemma del Comune con la scritta Pompieri…

…I pompieri che saranno destinati ad abitare presso il magazzino godranno gratuitamente dell’abitazione e non dovranno allontanarsene durante la notte…

Quindi, già nella delibera di istituzione del Corpo si intravedeva il tentativo di avere una specie di Corpo di Guardia sempre attivo sia di giorno che di notte. Ma, come spesso accade, evidentemente alle parole non seguirono immediatamente i fatti tant’è che, in una relazione del Comandante Antemiro Bianchi scritta quasi un anno dopo la delibera, e cioè nel marzo 1889, si legge:

…Il nobile scopo della formazione di un Corpo di Pompieri è la garanzia della proprietà e della vita degli individui in caso di disastri perciò perché esso possa corrispondere alle esigenze conviene sia provveduto di un edificio, adatto come è prescritto nel Regolamento, all’abitazione di due membri del Corpo, al magazzeno delle pompe e carri e di altro ambiente per la custodia degli accessori….e di più occorrerebbe uno spazio scoperto per le esercitazioni…”. Il che vale a dire che ad un anno quasi dalla costituzione il Corpo non disponeva ancora di una sede!!

Ed, oltre alla mancanza di una sede, il Comandante Bianchi nella stessa relazione enunciava una lunga serie di altre carenze e necessità che rendevano difficile l’opera dei pompieri:

…l’edificio dovrà essere munito…di un mezzo col quale all’occorrenza i custodi di esso possano con sollecitudine dare l’allarme ai componenti l’intero Corpo e sebbene sia prescritto che il segnale sia dato dalla campana municipale pure non sarebbe male se si adoperasse il telefono, meglio una sonagliera elettrica…”. Il che vale a dire che, in caso di sinistro richiedente l’intervento dei pompieri, l’allarme veniva dato dalla campana municipale azionata a distesa..

E, da quanto scrive Bianchi, possiamo ritenere che anche per quanto riguardava le divise poco si era ancora fatto:

…il Corpo…deve essere vestito con uniforme che lo distingua e tale vestiario dovrà essere di doppia specie, cioè quello portabile nelle ore di servizio e di pulizie ed altro per servizi speciali di spettacoli…

Una cosa che lascia un po’ perplessi è il fatto che, relativamente al copricapo, Bianchi scrive: “…Il Pompiere dovrà coprirsi del berretto quando lavora mentre in servizio speciale si coprirà dell’elmo…”. Il vedere l’elmo come elemento di accessorio estetico e non come un mezzo protettivo (nell’intervento, secondo Bianchi, bastava il berretto…) appare in netto contrasto con il nostro concetto corrente di elmetto quale equipaggiamento indispensabile di protezione.

Ed anche sulle attrezzature il Comandante Bianchi ha qualcosa da ridire:

…Perché il Corpo dei Vigili possa agire con sicurezza ed efficacia conviene che sia munito di tutte le macchine ed utensili necessari, cioè prima che ogni altro delle pompe che siano aspiranti e prementi.…e di più perché l’acqua non venga dispersa dall’aria che deve attraversare, conviene corredare le dette pompe con tubi di tela innestati con maniche di metallo da innescarsi a lunghezze diverse” (in parole povere, “con manichette”)… Parlando delle pompe sebbene siano di una forza e di un getto limitato pure nonostante le esistenti…sono sufficienti all’attuazione del Corpo ma mancano però dei suddetti tubi dei quali si ha inevitabile bisogno nelle condizioni attuali in cui si trova la città e cioè scarsezza d’acqua e di prese….” E visto che non ci sono i tubi almeno “…conviene fornire i secchi sia di tela sia di zinco per la formazione delle catene, onde eseguire la provvista di acqua non potendosi adottare i tubi…

E, sempre a proposito di attrezzature, continua Bianchi: “…Per i Vigili salitori sarebbe necessaria la provvista di una scala a carro da allungarsi a varie altezze ma…il sottoscritto non ne propone per ora l’acquisto avuto riguardo alle condizioni finanziarie (sempre il solito “punto dolens”!) ed all’utilità di provvedere prima al più necessario; ma le scale, tanto le più comuni, quanto quelle ad innesto dette Romane, tanto quelle ad arpioni, quanto le scale a corda sono NECESSARISSIME…

Ed ancora: “…Necessita poi per l’attuazione del salvataggio i sacchi, le barche, le carrucole e grande copia di corde….Per il trasporto del materiale provvedere i carri necessari ed adatti…

…sarebbe anche necessario un quarto (carro) armarlo di botte per la provvista di acqua, ma siccome questo dovrebbe essere tirato da forza animale specialmente nella nostra città, per ora non se ne fa la proposta…Siccome il Municipio non può nell’anno in corso effettuare l’acquisto del materiale, non avendo in bilancio la suddetta somma, il sottoscritto propone che siano fatte le trattative necessarie con case fornitrici perché subito possano dare negli anni avvenire al pagamento e su ciò si propone di trattare con il Sig. DOTT. VALLE direttore del GIORNALE il “VIGILE DI ROMA”…” Parole, queste, che lasciano trasparire un po’ di rassegnazione del povero comandante di fronte alle difficoltà finanziarie ma una gran voglia di non arrendersi tale da spingerlo a fare speranzose proposte per superare il problema in un prossimo futuro.

 

(testo e immagini liberamente estratti dalla pubblicazione “Pompieri a Spoleto” di Giuseppe Guerrini stampata nell’anno 1988 da “Arti Grafiche Panetto & Petrelli” in occasione del centenario dell’istituzione del Corpo dei Pompieri di Spoleto)